Come liberarsi dalle oppressioni e dai blocchi spirituali

Molte persone oggi ritengono che il demonio sia solo un mito, una fantasia di altri tempi, ma essi sono i primi ad essere illusi da lui. Il diavolo esiste, il Vangelo ne parla moltissime volte, ma egli è uno sconfitto.

È stato sconfitto da Nostro Signore quindi il suo potere è limitato, egli può nuocerci solo se “gli apriamo la porta” tramite il peccato e rimanendo con il peccato nell’anima o anche venendo a contato con l’occulto.

“Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa?si chiedeva il Beato Paolo VI nell’udienza generale del 15 novembre 1972Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo il Demonio”.

Gesù lo ha definito “l’omicida fin da principio” e “il padre della menzogna». (Gv 8,44-45).  Il  demonio è un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore.

Quale allora la difesa e il rimedio da opporre all’azione del maligno? “La risposta – diceva ancora Paolo VI – è più facile a formularsi, anche se rimane difficile ad attuarsi. Potremmo dire: tutto ciò che ci difende dal peccato ci ripara per ciò stesso dall’invisibile nemico. La grazia è la difesa decisiva”.

Sono qui offerti alcuni consigli, adattati da una riflessione di Tarcisio Mezzetti, su come liberarsi dalle oppressioni e dai blocchi spirituali.

 Guarda sempre e solo verso Gesù

Tieni lo sguardo continuamente rivolto a Gesù che con la sua morte e la sua gloriosa Risurrezione ha sconfitto il male e la morte; smetti di avere la tua attenzione rivolta, e con paura, verso Satana. Gesù ci ha detto: “Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori” (Gv 12,31). Gesù Cristo ha già vinto! Alleluia!

 

Fidati di Dio che ti ama

Leggi e medita: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Noi abbiamo anche l’assicurazione di Gesù: “il Padre sa di quali cose avete bisogno” (cf. Mt 6,32).

 

Abbandona il peccato: vivi in grazia di Dio

Il peccato è una schiavitù: “infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me… Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!” (Rm 7,19-25).

Rivolgiti perciò a Dio e imploralo: “Rendimi la gioia di essere salvato” (Sal 50,14).  Poi preparati, pentito e deciso al sacramento della Riconciliazione, a rompere con il peccato, con l’aiu­to di Dio. Non dimenticare di confessare i rancori, le inimici­zie ed ogni contatto con la superstizione, lo spiriti­smo, l’occulto e la magia anche se fatto superficial­mente e tanto tempo fa: “Non si trovi in mezzo a te chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Dt 18,10-12).

Quando poi Dio ti ha perdonato, accetta il suo per­dono e sentiti tornato alla casa del Padre, dove si fa festa per te. Ringrazia Dio per il dono della Ricon­ciliazione. Non stare mai a lungo nel peccato, ma, appena puoi, corri a ricevere il perdono di Dio. Sotto la grazia il maligno non può farti alcun male: “Sappiamo che chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca” (1 Gv 5,18).

 

Prendi coscienza del dono del tuo Battesimo

Leggi e medita: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,ma da Dio sono stati generati” (Gv 1,12-13).

Gesù diceva ai suoi discepoli, ma lo dice oggi anche a te: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,18-20).

Come battezzato non devi temere, prendi coscienza invece che: “voi non siete più stranieri, né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio” (Ef 2,19).

 

Rinuncia a satana e all’occulto

Rinnova in questo momento la rinun­cia al male e la scelta di Dio e del suo amore fatta nel giorno del Battesimo:“Rinunci a satana? E a tutte le sue opere? E a tutte le sue seduzioni?”. “Rinunzio!”

Puoi fare rinunzie anche più specifiche: “Nel nome di Gesù Cristo io rinuncio ad ogni legame occulto con…”.

Inoltre, nel Nome di Gesù Cristo, distruggi tutti gli oggetti occulti che eventualmente possiedi: libri, fe­ticci, talismani, portafortuna, carte, catene di S. Antonio, ed altre cose del genere, bruciandoli o gettandoli nella spazzatura.

Se ti senti poi particolarmente tentato in qualche a­rea spirituale, o da qualche vizio che non riesci ad e­stirpare dalla tua vita, puoi anche condurre la tua battaglia spirituale con la seguente rinuncia: “Nel Nome di Gesù Cristo io rinuncio allo spirito di…” nominando il vizio, o la tentazione. Ricordati sempre che Gesù ha detto: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davve­ro” (Gv 8,36).

 

Ricevi ogni giorno l’Eucaristia

L’Eucaristia è la forza del cristiano: “Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo” (Gv 6,33). Più Gesù sarà presente in te con la sua vita, più le tenebre fuggiranno da te. “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51).

Il momento più adatto per confidare in Gesù e fare le rinunzie è proprio quello che segue l’Eucaristia, perché sarai più cosciente che Lui è con te.

 

Indossa l’armatura di Dio e prega molto

Leggi e medita: “Per il resto, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo” (Ef 6,10-11). L’armatura di Dio è costituita di queste parti: la cintura della verità; la corazza della giustizia; le calzature dello zelo per propagare il van­gelo della pace; lo scudo della fede; l’elmo della salvezza; la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio.

In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi” (Ef 6,18).

Gesù ha detto: “Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo” (Lc 21,36).

 

Perdona e prega per chi ti ha fatto del male

Gesù ci dice: “Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,27-36).

Il risentimento è il più grosso ostacolo alla rimozio­ne dei blocchi spirituali e delle oppressioni, perché, in genere, è legato a ferite o a ingiustizie che tu hai subito e quindi ti puoi sentire incapace a estendere il perdono a chi ti ha fatto del male; tuttavia se ri­fletterai che: “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5), capirai che l’amore di Dio, che perdona tutti i nostri peccati contro di Lui, ti è stato “donato” perché tu possa perdonare con il Suo amore e nel Suo nome.

Non confidare nelle tue forze, che sono piccolissi­me, ma confida in lui, che ha detto: “senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).

 

Sopporta con pazienza le difficoltà

San Paolo ci esorta: “Ritengo infatti che le sofferenze del momento pre­sente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi” (Rm 8,18). Medita e cerca di vedere in prospettiva eterna anche le sofferenze che devi sopportare.

Porta nel tuo cuore questa certezza: “noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rm 8,28).

 

Partecipa alla vita liturgica della Chiesa

La preghiera dei fratelli e delle sorelle diventa bal­samo per le tue ferite. Il Signore le vuole guarire. “Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per o­pera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme sotto il portico di Salomone” (At 5,12).

La preghiera dei fratelli e delle sorelle, unita alla tua, ti porta la forza del Corpo di Cristo, che è la Chiesa: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1 Cor 10,17).

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