A La Salette la Madonna assicura un meraviglioso raccolto

È il sabato 19 settembre 1846, vigilia della festa dell’Addolorata, che allora si festeggiava la terza domenica di settembre. Dopo essersi ritrovati al pascolo, come d’accordo preso il giorno precedente, e aver mangiato un pranzo leggero, i due pastorelli, Melania Calvat e Massimino Giraud, ormai stanchi, si addormentano sull’erba. La prima a svegliarsi è Melania che racconta – come riportato nel racconto dell’apparizione che ella stessa scrisse a Castellammare di Stabia nel novembre 1878 e che fu lì pubblicato nel novembre 1879:

Vidi una bella luce, più brillante di quella del sole, ed ebbi appena il tempo di dire queste parole: “Massimino, vedi laggiù?”. Ah, mio Dio! Nel medesimo istante lasciai cadere il bastone che tenevo in mano. Guardavo con molto coraggio quella luce, che era immobile, e, come se si fosse aperta, scorsi un’altra luce ancora più brillante della prima, che si muoveva, e in quella una bellissima Signora, seduta sul nostro “Paradiso” (pietre ammonticchiate dai due pastorelli per gioco, NdR) con la testa tra le mani.

La Signora invita i due fanciulli ad avvicinarsi a lei senza paura e trasmette loro un messaggio:

La Madonna pianse quasi per tutto il tempo in cui ci parlò – dice Melania. Le sue lacrime scendevano a una a una, lentamente, fino alle sue ginocchia, poi, come scintille di luce, sparivano. Avrei voluto consolarla, perché non piangesse più, ma mi sembrava che avesse bisogno di farci vedere le sue lacrime per meglio mostrare il suo amore dimenticato dagli uomini. Avrei voluto gettarmi tra le sue braccia e dire: “Mia buona mamma, non piangere! Ti voglio amare per tutti gli uomini della terra!”. Anche Massimino, che all’inizio si era limitato a togliersi il capello e a farlo girare sulla punta del bastone, di fronte a quel pianto a dirotto si intenerì.

Il messaggio della Madonna a La Salette ha uno stile biblico inconfondibile. La Vergine Maria assicura: “Se si convertono, le pietre e le rocce si tramuteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi”. La Madonna annuncia come frutto della conversione del popolo un meraviglioso raccolto. C’è il male che sembra imperare, ma non vincerà. Al termine è promessa la vittoria di Dio. L’ultima parola sarà di Dio e sarà una parola di vittoria.

Noi abbiamo l’impressione che il male invada tutte le cose, che divenga sempre più grave, che non vi sia alcuna speranza. Dobbiamo saperlo – scrive don Divo Barsotti – Dio vincerà! L’ultima parola sarà la sua. (cfr. Una madre tra noi, p.90). Prosegue don Barsotti: “finché non ci manca ogni motivo umano, ogni fiducia in noi, negli uomini e nelle cose, la nostra non è la pura speranza in Dio… quando tutto viene meno e sembra non esservi più alcun esito di salvezza e di vita, allora rimane agli uomini Dio”.

Nella preghiera ci affidiamo a Dio che agisce nella misura della nostra speranza. L’apparizione de La Salette ci rivela Maria accanto al Figlio mentre sostiene il suo braccio. Maria continua a reggere il braccio di suo Figlio, come Aronne e Cur sostenevano le braccia di Mosè elevate in preghiera. L’espressione non è ambigua: se il braccio cade, non più sorretto da lei, non per questo colpisce, ma abbandona gli uomini alla loro rovina. Implicitamente Maria chiama altri a sostenere con lei questo peso.

“Non abbiate paura” furono le prime parole della madonna ai bambini. Anche noi non dobbiamo avere paura degli assalti del male, né del male fisico né delle persecuzioni né della morte. Egli, Dio nostro Padre, sarà con noi. È anche a noi che la Vergine parla. Il male potrà vincere fino a un certo punto: il male non potrà vincere un’anima che è ancorata in Dio.

La parola della Madonna è un messaggio di speranza: “Ebbene, figli miei, fatelo passare a tutto il mio popolo”.

Qui è possibile seguire la catechesi sull’apparione della Madonna al La Salette che ho tenuto nel maggio 2020.

3 pensieri riguardo “A La Salette la Madonna assicura un meraviglioso raccolto

  1. La Salette: il dolore della Vergine Maria, nostra Madre e Regina, che ci interpella per riportarci a Dio. Il Suo amore materno che, ancora una volta, ci insegue per ricondurci sulla retta via che avevamo smarrito.
    E poi ci sono le parole intense e bellissime di Don Paolo che radicano all’oggi quel messaggio del Cielo ignorato e troppo spesso dimenticato, eppure così attuale.
    Spiace solo di aver già terminato la lettura della meditazione scritta e spero presto sia pubblicata una nuova riflessione.
    Grazie per questo angolo di verità dimenticate! Grazie di queste “pillole” per l’anima!

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  2. Grazie Don Paolo, in queste poche righe che ci hai riportato di Don Divo sull’abbandono totale in Dio ho capito cos’è veramente la fiducia in Lui.
    È vero, quando ci capita qualche problema prima di considerare Dio l’unica sola speranza, dobbiamo tentare tutte le possibilità umane.
    È difficile, ma devo scrivere quelle parole nel mio cuore e nella mente per riuscire ad abbandonarmi totalmente e subito a Lui.
    Devo solo pregare e chiedere
    Grazie di cuore ❤️
    Un abbraccio
    Giuliana

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